L’affido condiviso “è la regola” e non “l’eccezione”: il minore va affidato a uno dei genitori solo nel caso in cui la “bigenitorialità” possa in qualche modo pregiudicarne la crescita. Non basta. La legge non ha previsto dei casi di esclusione dall’affido condiviso: spetta al giudice di volta in volta valutare le singole situazioni e verificare le possibili conseguenze per il minore. E poi ancora: la conflittualità fra mamma e papà non è una causa che di per sé esclude l’affidamento congiunto.
Così ha deciso la Cassazione con la sentenza 16593 del 18 giugno 2008
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